Pochi edifici al mondo possono raccontare quasi mille anni di storia ininterrotta come il Castello di Windsor. Nato come fortificazione di legno voluta da Guglielmo il Conquistatore, è oggi la residenza reale abitata più antica ancora in uso, sopravvissuta a guerre civili, assedi e persino a un incendio devastante. Questa è la sua storia, dalle origini normanne a oggi. Per organizzare la visita, vedi anche cosa vedere al Castello di Windsor.

La storia del castello inizia intorno al 1070, quando Guglielmo il Conquistatore fece costruire una fortificazione in legno su un rilievo naturale affacciato sul Tamigi, come parte di un anello di castelli pensati per controllare l’accesso a Londra. La posizione, a circa una giornata di marcia dalla capitale, non era casuale: doveva sorvegliare una delle vie d’accesso più importanti verso il cuore del regno appena conquistato.
La struttura originaria seguiva lo schema tipico normanno del motte-and-bailey: un tumulo di terra sopraelevato, su cui sorgeva una torre di avvistamento in legno, circondato da un cortile fortificato. È su quello stesso tumulo che, secoli più tardi, sarebbe sorta la Round Tower in pietra ancora oggi visibile.
La struttura originaria in legno venne progressivamente sostituita in pietra nel corso del XII secolo, sotto Enrico II, che diede al castello gran parte dell’impianto ancora oggi riconoscibile, inclusa la base della Round Tower. Nei decenni successivi il complesso si arricchì di mura più solide e di nuovi ambienti residenziali, segnando il passaggio da semplice avamposto difensivo a residenza reale strutturata.
Durante questo periodo il castello attraversò anche momenti di assedio e di contesa dinastica, segno di quanto il controllo di questa posizione fosse considerato strategico: chi deteneva Windsor, in un certo senso, controllava anche uno degli accessi simbolici a Londra.
Nato proprio a Windsor, Edoardo III legò il proprio nome al castello più di ogni altro sovrano medievale: nel 1348 vi fondò l’Ordine della Giarrettiera, il più antico e prestigioso ordine cavalleresco britannico, tuttora esistente. Nello stesso periodo promosse un ampio programma di ricostruzione degli appartamenti reali nell’Upper Ward, affidato al maestro muratore William di Wykeham, che trasformò Windsor in una delle residenze più sontuose d’Europa per l’epoca.
La fondazione dell’Ordine diede inizio anche al legame duraturo tra il castello e la Cappella di San Giorgio, che sarebbe diventata la sede cerimoniale dell’istituzione e, nei secoli successivi, luogo di sepoltura per diversi sovrani: un filo che unisce ancora oggi la cappella medievale alle cerimonie cavalleresche che vi si tengono.
Sotto i Tudor, Windsor continuò a crescere in importanza: Enrico VIII ampliò l’ingresso principale del castello, oggi ancora noto come porta di Enrico VIII, mentre Elisabetta I fece realizzare la terrazza nord, pensata come luogo di passeggio panoramico sulla valle del Tamigi. Fu anche un secolo di consolidamento del ruolo cerimoniale del castello, sempre più centrale nella vita pubblica della monarchia.
Il momento più drammatico arrivò con la guerra civile inglese del Seicento: il castello fu utilizzato prima come roccaforte, poi come sede di prigionia. Il suo esito più noto riguarda Carlo I: dopo la sua esecuzione nel 1649, gli fu negato un funerale di stato e venne sepolto con discrezione proprio nella Cappella di San Giorgio, anziché nella tradizionale Abbazia di Westminster.
Con la Restaurazione della monarchia nel 1660, Carlo II volle restituire a Windsor uno splendore all’altezza delle corti continentali, dopo gli anni di abbandono e di uso militare attraversati durante la guerra civile. Affidò all’architetto Hugh May il rinnovamento degli Appartamenti di Stato in stile barocco, con soffitti dipinti e decorazioni scultoree in legno che introdussero nel castello un linguaggio artistico fino ad allora estraneo alla tradizione inglese, ispirato alle grandi residenze europee dell’epoca.
Fu probabilmente il più ambizioso intervento decorativo subito dal castello fino a quel momento, pensato esplicitamente per riaffermare il prestigio della monarchia restaurata agli occhi delle altre corti europee.
L’aspetto romantico e scenografico che oggi associamo al Castello di Windsor si deve in larga parte a Giorgio IV, che negli anni Venti dell’Ottocento incaricò l’architetto Jeffry Wyatville di un’importante opera di rinnovamento in stile gotico revival. Fu in questa fase che la Round Tower venne sopraelevata con un nuovo involucro in pietra, resa più imponente e visibile da grande distanza, mentre l’intero profilo del castello si arricchì di merlature e torrette.
Il risultato di questi lavori, protrattisi per oltre un decennio, è sostanzialmente il profilo che i visitatori riconoscono ancora oggi avvicinandosi a Windsor da qualsiasi direzione.
Nel 1992 un incendio di vaste proporzioni devastò parte degli Appartamenti di Stato, distruggendo o danneggiando gravemente numerose sale storiche. Fu uno degli eventi più drammatici nella storia recente del castello, ma anche l’occasione per un’importante opera di restauro, che restituì al pubblico gli ambienti colpiti nel giro di alcuni anni, con un lavoro di ricostruzione filologicamente accurato che ha permesso di recuperare gran parte dell’aspetto originario delle sale.
A differenza di molti altri castelli medievali diventati puri monumenti, Windsor non ha mai smesso di essere una residenza reale attiva: si stima che circa quaranta monarchi britannici, da Guglielmo il Conquistatore in poi, lo abbiano abitato, ampliato o utilizzato. Ancora oggi vi si svolgono cerimonie ufficiali e soggiorni della famiglia reale, ed è per questo che, quando il Sovrano è presente, sul pennone della Round Tower viene issato il Royal Standard al posto della Union Flag: un segnale visibile da lontano, che ricorda come questo non sia un museo statico ma un luogo tuttora vissuto.

Le origini risalgono a circa il 1070, quando Guglielmo il Conquistatore fece costruire una prima fortificazione in legno sul sito attuale.
Sì, nel 1992 un incendio danneggiò gravemente parte degli Appartamenti di Stato. Le sale colpite sono state ricostruite con un accurato lavoro di restauro.
Si stima che circa quaranta monarchi britannici abbiano vissuto o utilizzato il castello dai tempi di Guglielmo il Conquistatore a oggi.
Sì, è una residenza reale attiva, utilizzata ancora oggi per soggiorni e cerimonie ufficiali della famiglia reale.
Indica che il Sovrano è presente al castello in quel momento. Negli altri giorni sul pennone sventola la Union Flag.
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